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Preparare la festa

L’8 dicembre segna per tutti i cristiani il giorno dedicato a Maria Immacolata.  E’ un giorno che riaccende la speranza in tutti i noi. La vita di Maria ci viene presentata come un dono di luce: quella luce che per tutti noi significa dono di comunione piena con Dio e con il prossimo. Maria senza peccato, cioè Immacolata, ci fa nascere la nostalgia nel cuore: quella di poter ritornare ad essere come il Signore Iddio ci ha pensati nel suo progetto di puro amore. Ci ha pensati come suoi figli, figli amati, prediletti e io mi comporto in tutt’altra maniera. In me non c’è pace ma divisione, lotta e quella insaziabile tristezza frutto di una radice di egoismo e di ingiustizia. Ecco perché abbiamo bisogno di celebrare ogni anno questa festa così cara ma così fragile. Distratti e abituati forse quel giorno non saremo tanto pieni di amore e riconoscenza verso la Madonna Santissima. Eppure lei ci pensa e ci assiste in un modo così vero che neanche possiamo immaginarlo.

Le feste, quelle vere, per essere sentite vanno preparate, come le cose che valgono vanno conquistate. Chi è venuto prima di noi lo aveva capito: avevano inventato tridui e novene, cose che oggi sembrano lontani anni luce dai nostri ritmi di vita e dalle nostre serata passate ipnotizzati dallo schermo gigante di una televisione sempre più sciocca. Nessuno pretende che possiamo capire quanto sia importante attendere e prepararci, vivere una festa gustando la presenza viva della nostra Madre Maria. Eppure è tanto necessario affidare ad questa Madre l’integrità della mente e del corpo dei nostri ragazzi, pregando che possano passare più lontano possibile dal fango di questo mondo che ha ormai invaso tutti gli spazi della loro vita. E poi che possiamo prepararci a vivere una festa di pace: un giorno diverso in cui la luce e l’affetto di una Madre vera come è lei ci dia sempre tanto coraggio nell’affrontare la vita quotidiana.

(24 Novembre 2024)