Le sette opere di crudeltà spirituale (seconda parte)

2 – INSEGNARE A CHI NON SA

Cari compagni diavoli, demoni e larve infernali, siamo oggi al secondo passo nel sovvertimento di quelle che il Nemico chiama opere di misericordia spirituali. Oggi prenderemo in esame, per rovesciarla, la seconda di esse:

Recto – “Insegnare a chi non sa”.

Anche voi, tentatori miei, siete perplessi? E’ difficile da capire, ma sembra proprio che il Nemico voglia che gli umani imparino. Vi domanderete, ma per quale motivo? Delle menti deboli come le loro come possono comprendere com’è fatto l’Universo? E poi perché questa conoscenza deve essere disponibile a tutti, e non solo ai meritevoli? Perché non farne un segreto, da passare a chi ne è degno?
E’ proprio per argomenti come questo che Nostro Padre che sta quaggiù ha deciso di allontanarsi dal Creatore. Dove sta il vantaggio nell’essere potentissimi esseri angelici se poi si permette a delle creature infime come gli uomini di conoscere argomenti che solo menti superiori come le nostre possono apprezzare?
In effetti quella del Nemico sembra essere una vera e propria perversione. Invece di scegliere i migliori per rivelare i suoi progetti, i veri sapienti, va a cerca re gli ignoranti, i disadattati, i relitti.
I nostri studiosi sono giunti ad una conclusione: il Nemico sa che i suoi disegni sono folli, e va a prendere coloro che non sono in grado di criticarli.
Il nostro dovere di diavoli diventa illustrare agli uomini l’assurdità dei progetti di lassù.
Sono le intelligenze che conoscono poco, ma credono di sapere tutto quelle che ci è più facile convincere. Pensano di sapere già, e orgogliosamente non si preoccupano di imparare quanto non rientra in quello che sanno. Anzi, lo disprezzano.
Capite allora l’importanza per quelli di lassù di “insegnare a chi non sa”. Sono convinti che se gli umani apprendessero le opere del Creatore giungerebbero a conoscerlo meglio e amarlo di più. E questo a noi non va.
Le succulente anime umane non devono rendersi conto davvero di quanto è concesso loro. Solo così saranno nostre. Il modo migliore è agire alla radice: che non si accorgano di non sapere. Fare sì che non si facciano domande, che non chiedano perché.
Se il sole e la luna sono divinità, nessuno si piglierà la briga di misurarli. Se la verità non esiste allora è inutile cercarla. Se la realtà è illusoria non vale la pena darsi da fare per conoscerla. Se poi fosse l’arbitraria costruzione di un dio capriccioso perché prendersi il disturbo di studiarla, dato che lo stesso dio potrebbe cambiarla a piacimento?
Ma un Nemico che ha fatto un cosmo ragionevole, e l’ha dato agli uomini perché lo capissero e l’usassero… è un invito ad adoperare quel cervello che noi preferiremmo rimanesse il meno usato possibile.
Ecco preparato il terreno di scontro tra noi e il Cielo. Oh, vorrei che voi menti limitate riusciste a capire lo sforzo fatto da noi arcidiavoli per tenere nell’ignoranza il genere umano! Una battaglia ancora aperta ma che, posso dirlo con giusto orgoglio, stiamo vincendo. Non ritengo opportuno svelarvi tutte le nostre strategie, ma credo che qualche accenno sarà d’aiuto.
E’ una lotta dura. Abbiamo mandato i barbari a bruciare biblioteche e loro i monaci a riscriverle. Hanno abbinato le scuole alle chiese, e noi le abbiamo rese statali. Loro hanno inventato le università: noi i baroni universitari.
Società segrete, religioni gnostiche, best-seller complottisti sono tutti metodi che usiamo per travestire l’ignoranza da conoscenza. L’essere umano ha la tendenza a credere molto di più a ciò che gli viene sussurrato all’orecchio che a quello rivelatogli apertamente.
Più è assurda e sciocca la menzogna suggerita, più l’umano si convincerà di essere a parte di misteri esclusivi.
Il nostro capolavoro è stata la scienza. Tutta invenzione del Nemico, glielo concediamo. Ma non immaginava come l’avremmo usata.
La scienza spiega la bellezza del creato? E noi diciamo che quel creato non c’entra con il suo creatore. Che chi sa non ha bisogno di credere. Scienza contro fede.
Come se davvero gli umani sapessero tutto! Che siamo riusciti a far credere questo, contro ogni evidenza, testimonia l’assoluta imbecillità del genere umano.
Come abbiamo fatto ad ottenere un risultato tanto eclatante?
E’ un metodo semplice. Prendo una scoperta scientifica – ma qualsiasi panzana va benissimo – e sostengo che neghi qualche aspetto del cristianesimo. Voilà! E’ guerra.
I nostri partigiani credono che la scienza sia contro la fede. I fedeli che la fede sia contro la scienza.
Gli uni pensano di sapere già tutto. Gli altri che niente del loro possa essere messo in discussione, rivisto, capito meglio. Capissero di non sapere, e lavorassero insieme per conoscere, allora sì che saremmo fregati.
Può accadere, badate bene. Quanti scienziati cristiani! Quante scoperte fatte da coloro che ci sono sfuggiti! Ma, ancora una volta, l’importante è passarlo sotto silenzio. A questo ci pensa il nostro Ministero della Propaganda. Ci pensate voi, cari amici tentatori, a nascondere la scomoda verità, parlando di tutto tranne di ciò che è importante.
Spero abbiate capito. E’ sbagliato pensare che basti istruire un ragazzo perché diventi ateo e quindi cibo per noi. Questo è il genere di bufala che siamo noi a propagandare: evitiamo di finire nella nostra stessa rete. Ci piace l’istruzione solo se decidiamo noi cosa insegnare.
Questa è la nostra battaglia.
A chi vuole sapere, raccontate solo ciò che ci fa comodo, e rendetelo orgoglioso delle inutilità che apprende.
Tutti gli altri devono essere dissuasi dal farsi domande: al posto delle risposte, date loro informazioni. Un tempo era più complicato: oggi basta piazzarli davanti ad un televisore o certi giornali.